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lo staff poetico
LUPO ANGEL Scrittore dal 2003, quando pubblica il romanzo fantascientifico Orion 3, con prefazione di Carlo Lucarelli.
Fa parte dell’Associazione VIA DE’ POETI per la quale organizza assieme a Silvia Parma (con la quale è coautore dei format) eventi poetici, musicali e culturali come Certamina 2000-Primo Trofeo Nazionale Di Improvvisazione Poetica (al CIRCOLO PAVESE da febbraio a giungo 2007),Ritornerai-Bologna Saluta Bruno Lauzi (al BLUE INN di Bologna, aprile 2007), Rime In Arena (al COST’ARENA di Bologna da giugno a settembre 2007), Voci Dalla Stazione – Bologna ricorda il 2 Agosto, presentata anche da Radio 3 “Farenheit”.
Con Silvia Parma si dedica alla poesia performizzata, alla ricerca sul linguaggio ed agli esperimenti di condivisione espressiva con quella che lui chiama “Poesia dinamica” e promuove eventi e manifestazioni sociali e di condivisione popolare delle lettere, della parola e delle opere d’arte, come " Verso della Terra, Bologna Immagina di prossima attuazione". Nell’agosto 2007 assieme a Silvia Parma è ospite al recital di Mony Ovadia per la 3°edizione del festival Acordeons, sia come attore che con una proprio racconto LA SCOMPARSA DELLE FISARMONICHE. Partecipa a numerosi Poetry Slam con affermazioni continue. Collabora con artisti e scrittori della scena bolognese ed italiana.
" LO SFREGIO ”
Aveva un taglio all’orecchio sinistro e una pesante scimmia sulle spalle.
Era muto, come la sua bestia invisibile / Taceva, perché nessuno ridesse delle sue balle.
Quando arrivò, era il sangue che gli colava / a gocce sul petto,
era il suo stesso sangue che calpestava / ma camminava diritto,
era il sangue che segnava la scia / il tragitto,
era il sangue a lacrime e croste, sugli occhi / duro come il gesso,
ma mi venne incontro / ci vedeva lo stesso.
Io fermo, a gambe larghe. Lui col passo spedito, incurante di chi lo aspettava,
si toccò la fronte con dito / mentre avanzava
ed ancora perplesso, d’un tratto capii e rifeci il suo gesto:
la mente per la mente, un nuovo linguaggio,
ma dovevo far presto / prima che svanisse il messaggio…
…diceva: “ Anemà! Desihò Vanerhè Mohi… Anemà! Desihò Vanerhè Mohi… Trkl-tà…”
Anemà / io conosco i Segreti
Anemà / mi cercano i Preti
Anemà / devo sentire una Voce
Anemà / io non la sento… e mi danno in testa la Croce
Trkl-tà è la punizione per colui che non sa.
Desihò / un rifugio, la scuola, l’università
Desihò / professori pagani, Preti di città
Desihò / io grido: altre bibbie, altre Verità
Desihò / mi strozzano il grido, io taccio… Signori, si va!
Trkl-tà è la punizione per colui che non sa.
Vanerhè / mille bandiere, DJ tra la folla
Vanerhè / onorevoli! Il vostro culo alla poltrona s’incolla
Vanerhè / i Preti fascisti non hanno il sorriso
Vanerhè / ai Preti comunisti manca il paradiso. Ok, che io sia ucciso.
Trkl-tà è la punizione per colui che non sa.
Mohi / cerimonie senza parole, Preti come cloni
Mohi / quelli che vogliono urlare sono coglioni
Mohi / niente concetto! Meglio il florilegio
Mohi / il mio pensiero me l’hanno messo in culo, per sfregio
Trkl-tà è la punizione per colui che non sa.
“Anemà! Desihò Vanerhè Mohi… Trkl-tà ”
Si mise a sedere, stanco e spaesato.
I piedi erano gonfi / capii che si sarebbe fermato.
Dopo la bocca anche la mente si chiuse
e la sua scimmia invisibile, piano, dalle spalle gli scese.
Un ultimo sguardo ed un lampo improvviso, diceva:
“R icorda, non siamo ancora né grigi né cupi,
anche se ci rubano il domani…
Noi scopiamo ancora da Lupi,
Quelli scoperanno sempre da cani!”
La scimmia non si ritrova
“ VOLO “
Di colpo mi scuoto / mi sporgo e mi alzo
Mi getto nel vuoto / con un piccolo balzo
Ali di nero velluto e piccole luci
mi fanno contorno e le sbatto veloci
E l’aria danza / è un letto di vapori
Mi adagio sulla sua condensa / e poi mi tiro fuori
In alto, sulle correnti / mi piego di lato
Sono già sopra i monti ed ai venti / e non sono fumato
Sono blu, come il mare d’estate / Giallo, di stoppie
Sono l’unico ed il vate / sono come le stelle: a coppie a coppie
Vedo la Terra e gli umani delusi / Loro vanno
Guardano in basso, con gli occhi socchiusi / sono ciechi e non lo sanno
Non mi vedranno mai…
Ah, l’alchimia del volare!.. L’ho imparata… l’ho imparata: sono grande oramai.
Potrei far l’amore in aria, sospeso, con lentissime mosse / per un lungo piacere…
Alle giovani aquile delle Ande potrei tendere un agguato galante
per poi ghermirle, da vero brigante
Ed illuderle con dolci parole
per poi sparire, dritto nel sole… a larghe spirali
Così in alto che nemmeno loro potrebbero avere il mio cuore
io… il Viaggiatore
Ma il Grande Uccello è solo / e non vuole ferire
La sua vita è un eterno volo / Non sa dormire
In un letto o in un nido si porterà appresso
le ferite di un tempo / che non guariscono adesso
E tu, dolce ala, non devi soffrire
per quella mia cicatrice / che non ti so dire
Se mi feci da piccolo, nello scappar via dalla gabbia
quando ero prigioniero
Per diventare un uccello
un Uccello… Vero.
Maiali!
…………..Grunf!!!!
Maiali… raffinati,
voi, ai vostri posti assegnati / coi sederini riscaldati,
comodi e seduti, non grufolate più / perché quei tempi sono scaduti.
Maialotti! Grunf!
Maialotti dal palato fine…
I vostri tavoli sono colmi di vitamine / carne, pesce e fettuccine,
contorniate da buon vino, fiumi di birre, intrugli di alcolici colorati,
dai cocktail più elaborati… / voi tutti presi, tutti avanti,
vi sbavate le leccornie e… fate a gara con le sbornie.
Maialotti! Grunf!
Vi riempite fino a che non siete cotti!
Maialini! Grunf!
Maialini… Porcellini.
A pancia piena e con la testa fusa / ora avete anche una scusa
Per esprimere liberamente / quello che vi passa per il corpo e per la mente:
Rutt! Sigh! Prrr!
Maialoni! Grunf!
Maialoni senza i… lasciamo perdere…
Adesso, sazi o scoppiati / qualcuno già mezzo porco / gli altri stesi o sciroppati,
riflettete sulla vita / e quel che conta non si cita,
perché, nascosto tra le zampe / non si muove e non vi rompe,
ma, seppure inattivo, vorrebbe un ruolo… / quello da grande divo!
Maialastri! Grunf!
Maialastri… peccaminosi…
Porci! Dai desideri cavernosi… se solo poteste.
Le vostre compagne dicansi Maialone,
anzi, a termine di buon dizionario, senza allusioni, per carità
e senza voglie / diciamo pure che sono delle grandi… troie!
Oh! Bellissime porcelline… scusate: maialine,
con due file di pocce: quelle che portano la terza o la quarta
e quelle che se le sognano… le bocce!
Quelle che se lo sono rimpolpato, o meglio, rigonfiato,
ora stanno bene attente e cercano un appiglio al suolo,
perché, quello, a 10 atmosfere, c’è pericolo che prenda… il volo!
Maiale! Grunf!
Maiale… tout cour.
Come vi piacerebbe sentirvelo dire / prima di… morire.
Avete fatto di tutto / avete persino modificato il vostro… prosciutto;
una volta era grasso ed adiposo / ed ora è snello, sodo, magro e … polposo,
ma i vostri porcelli / sebbene grossi, alti, paffuti e belli,
si sono presi tutti quella malattia / quella che raccontava la vecchia zia,
tale sindrome dell’agnello / quella per cui cresce la trippa e cala… l’uccello!
Maiali miei… e maiale anch’io, Grunf!
Sempre presi dai banchetti, balli e suoni / spumanti e manicaretti,
feste e party a non finire / fino a crollare, fino a … dormire…
Maiali miei, Grunf!
Che vi divertite fino a giorno inoltrato…
Maiali miei…
Perché non mi avete invitato?
“ DOLCE ”
Vorrei una parola per dirti come appari
Quando sorridi
Per me è un sole che nasce
O una luna calante, a falce
E quella parola fa rima
Quella parola è……
Vorrei un pensiero per crescere e costruire
Per cementare una sintonia, un accordo
Per cementare un bel rapporto
Forte forte,
Come per un muratore è la calce
E quel pensiero fa rima
Quel pensiero è……
Vorrei e non vorrei
Ora, a tavola
ti bacerei, ti morderei, ti abbraccerei
Mi vengono in mente quella parola e quel pensiero
Mentre penso
Che ti mangerei
Come questo piatto che ho innanzi
Quella parola e quel pensiero
che fanno rima
Con falce e calce
E questo piatto è……
……….DOLCE……….