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lo staff poetico
OLIVER PIANCA Nasce e vive tuttora a Bologna, tranne alcune parentesi significative a Roma e Milano. Biologo inizia a scrivere in prosa, per poi passare contemporaneamente alla poesia, anche grazie all'esperienza della "Osteria delle dame". Ha pubblicato poesie e racconti su varie riviste e quotidiani locali e nazionali. Con il volume "Trent'anni" (ed. Tracce Pescara) è risultato finalista ai premi "Alfonso Gatto" 1998. Nel 1999 esce il volume di novelle "Le favole dello zio..." e con una di queste vince il premio "San Miniato". Risulta vincitore al premio "Lerici" per la sezione prosa. Ha fatto parte della commissione cultura del quartiere Santo Stefano. Dal 2001, collabora attivamente con gruppi poetici bolognesi, attraverso letture pubbliche e gare di poesia. Ha partecipato, come docente, ad un corso di poesia per l'università "Primo Levi".Da una camminata in via Castiglione nasce l'idea del nome "Via de'poeti", per l'associazione culturale di cui ora fa parte, ricordando così il centenario della morte di Giosuè Carducci che si riuniva, con altri letterati, nell'osteria della via omonima.
Nel 2010 è uscito il libro di racconti dal titolo " Se i cani non ci fossero i gatti sarebbero felice?" che in dicembre è risultato finalista al Premio Firenze
LA DONNA DEL QUARTIERE
Quante volte donna
ti sei innamorata
ti è battuto forte il cuore
quando passavano i tanti lui
che non ti hanno mai vista
che non ti hanno mai cercata
fantasma di donna
con una collina sulla schiena.
Anche tu femmina
con le tue pulsioni frustrate
con la tua verginità che
volentieri non avresti conservata
ma che ti hanno lasciata
addosso come una croce!
Anima dagli occhi tristi
che cerchi un saluto negato
la briciola d'amore
dal mondo degli egoisti.
Tu che sapresti amare meglio
d’una qualsiasi miss Italia
perdona noi maledetti maschi
che non sappiamo vedere
al di là di un corpo
dentro ai vostri desideri
e nei labirinti dei sogni negati.
LA STAGIONE DEGLI AMORI E' FINITA
Laura,ore 22,sola in casa
dopo un'ora di palestra
condisce l'insalata della dieta
con il sale delle sue lacrime.
Paolo stringe un asciugamano al petto
appena tolto dal termosifone
per sentire calore-amore.
Alessandra,alla fine del giorno
scalda la stanza da letto
con l'onnipresente solitudine.
Carlo guarda la luna da solo
appoggiato al muro sbrecciato
della sua precaria vita.
Emanuela si tocca il seno con la destra
ma vorrebbe che un'altra mano
le accarezzasse il corpo.
Marco,come un passero
che sotto le tavole imbandite
aspetta il pane sprecato
spera che cadano
fuori dai posti vip
briciole di ragazze.
Tutto e tutti sono coperti
e ricoperti da strati di neve.
La stagione degli amori è finita.
Ai giardini e sul lago
qualcuno appende la corda al salice.
Noi faremo in tempo
a dirgli arrivederci?
Che Dio abbia pietà
delle anime dei poeti!
MALEDETTA CITTA'
Ho sentito parlare il dialetto!
Mi sono voltato ed ho corso.
...troppo tardi per vedere e capire.
Le nuove generazioni omologate
su mastodontici neri gipponi
sembrano milanesi mal riusciti.
Questa città non è più lei
morente senza veri suoi figli.
Chi l'ha cambiata così in fretta
e così male da stordirci
e da far dimenticare la sua vita
che assomigliava ad un piccolo borgo.
A sud-est un dialetto
a nord-ovest un altro
e giù botte ai rivali
se sconfinavano in cerca di donne.
Le lenzuola si lavavano
nel canale “alla Grada”
adesso ci penserà la lavatrice
...magari forse cinese.
Noi portiamo la croce della solitudine
sotto i tuoi portici invernali
bui freddi e nebbiosi
perché solo così ti riconosciamo
maledetta perfida ipocrita città.
Che le tue restanti torri
ti crollino addosso
se non cambierai un domani.
Io non posso fare di più
che scriverti questa lettera
che spero ti scuota
come le bombe del '43
che ti fecero ritrovare
la ragione che avevi perduta.
...ed anche perché in fondo
come potrei non amarti.
TUTTI VORREMMO
Tutti vorremmo uscire dal porto
con i pescherecci al tramonto
a pescare al chiarore lunare
ciò che abbiamo sperato
ciò che abbiamo sognato.
Quando il sole ritorna
là sul confine lontano
noi con loro rientriamo
con le reti leggere
verso la fine del nostro
romanzo che intitoleremo
“ La vita “!